Napoli, 2 agosto 2010

Comunicato Stampa

Crollo edificio Afragola

Legambiente: “Troppa deregulation in campo edilizio, a discapito della qualità e della sicurezza. E’ necessario un piano di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”

In 15 anni in Campania autorizzati costruzioni per 37 milioni di mq

“Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari delle vittime e ringraziamo tutte quelle persone dei Vigili del fuoco, del volontariato della Protezione Civile che sin dai primi minuti hanno lavorato intensamente e con professionalità sul luogo della tragedia. Ma ci poniamo una domanda: è mai possibile in un paese civile morire nella propria abitazione per un temporale? Sarà la magistratura a dare una risposta e lasciamo che faccia il suo lavoro ma una cosa è certa negli ultimi sei mesi ad Afragola si sono verificati tre crolli di edifici. Allora è necessario capire se è stata l’ennesima tragedia dovuta al destino cinico e baro o ci sono dei responsabili”.

Il comune di Afragola da due anni ha ricevuto un finanziamento di circa 32 milioni di euro dalla Regione Campania e dalla Comunità Europea per interventi nel centro storico. Ad oggi sono stati impegnati solo un milione di euro per progettazione e non è stata preventivata alcuna spesa per monitoraggio ed interventi delle cavità e grotte sotterranee che attraversano il centro storico della cittadina napoletana. “Ci auguriamo che una parte di quel finanziamento venga dirottato per questo intervento urgente e necessario” In una nota congiunta Michele Buonomo e Raffaele Del Giudice rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Campania commentano la tragedia di Afragola.

“E’ inevitabile constatare che i frutti di una eccessiva deregulation in campo edilizio sono sotto i nostri occhi: un’edilizia di pessima qualità realizzata da speculazioni legali e illegali che hanno reso le nostre città più brutte e soprattutto meno sicure. Inoltre -concludono i due rappresentanti di Legambiente – gli ultimi provvedimenti del governo, la trasformazione in “atto libero”, quindi gratuito, della manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili (attualmente soggette a Dia), sono una clamorosa spinta al fai da te dell’edilizia e al lavoro nero, una clamorosa contraddizione fra questa misura e l’introduzione del Fascicolo del fabbricato, che dovrebbe invece contenere tutte le informazioni relative ai nuovi interventi realizzati. E’ necessario un grande piano di riqualificazione e manutenzione ordinaria del patrimonio edilizio esistente. Insomma quando si rilasciano le concessioni edilizie occorre essere sicuri che non ci siano rischi, che si possa costruire adeguatamente”.

Legambiente ricorda che in quindici anni si sono concessi permessi di costruire, tra residenziale ed altre destinazioni d’uso, per 37 milioni di metri quadrati. Le rilevazioni ufficiali non tengono conto inoltre del territorio divorato dal cemento abusivo che in Campania viaggia alla media di 6.000 case abusive all’anno, con casi clamorosi di interi quartieri abusivi e decine di Resort e strutture alberghiere realizzate dove la montagna cala a picco sul mare. Il dato ancora più impressionante è che in Campania le aree urbanizzate sono aumentate tra il 1961 ed il 2000 di quasi il 700%.

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